I due lupi tra psicoanalisi e teologia


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Una fiaba, un racconto, una metafora, è stata utilizzata da Papa Francesco per dire che dobbiamo educarci alla misericordia, alla bontà, all’accoglienza. La seguente storiella laica si presta in modo molto efficace allo scopo.

Un anziano racconta ai bimbi del villaggio come nel suo cuore ci sono due lupi: il lupo nero che è quello cattivo e il  lupo bianco che è quello buono, e questi due lupi combattono una lotta incessante. Quando i bambini gli domandano quale lupo vince, egli risponde: «Quello che nutro di più»

A proposito di dettagli, fa molto specie vedere un Pontefice che usa un principio psicanalitico per raccontare la misericordia di Dio. Fa specie perchè psicoanalisti e teologi nella storia anche solo del ‘900 se le sono date di santa ragione!

Secondo la teoria kleniana la pazzia è dentro ognuno di noi, come è dentro di noi quel lupo nero. Sono una miriade di elementi alcuni genetici, alcuni educativi, alcuni ambientali che portano alcuni a manifestare la pazzia e altri no. Ma la pazzia fa parte di noi e ognuno di noi può diventare pazzo e proprio questa teoria della pazzia che in potenza è dentro ogni persona è quella che troverà seguaci e si diffonderà.

Se il Papa del 2015 può usare una metafora laica che fa riferimento al pensiero di Melania Klein per spiegare la misericordia, è proprio perchè questo pensiero è stato completamente accolto e oggi fa parte della nostra quotidianità.

 

 

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Pubblicato on 6 luglio 2018 at 15:27  Commenti disabilitati su I due lupi tra psicoanalisi e teologia