L’ansia generalizzata


“Cos’è la preoccupazione?”

Sono caratteristiche tipiche della normale preoccupazione: un senso di apprensione, la presenza di brutti presentimenti e una forte inquietudine.

“Qual’è il metodo migliore per affrontare le preoccupazioni quotidiane?”

Il metodo più usato per affrontare le preoccupazioni quotidiane, che si rivela inoltre il più efficace quando non è possibile risolvere un problema, è dirsi “Me ne occuperò in un secondo momento di questo problema, ora non posso farci niente…”

“C’è una relazione tra preoccupazione e perfezionismo?”

Sì. Molto spesso, la tendenza a preoccuparsi eccessivamente si basa sulla volontà di prevedere e controllare gli avvenimenti negativi, nella convinzione che, solo in questo modo, sia possibile evitare che ci sfuggano di mano. Talvolta, poi, il credere che sia meglio non fare niente piuttosto che rischiare di sbagliare ci porta incontro ad ulteriori problemi: ad esempio, uno studente che non svolge i compiti perché evita di chiedere aiuto ai suoi insegnanti per il timore di essere giudicato un lavativo o un incapace, andrà incontro a una miriade di difficoltà che renderanno tutto ancora più complicato.

“Come si manifesta il disturbo d’ansia generalizzato (o DAG)?”

Con la presenza di un’intensa preoccupazione, che va a incidere pesantemente su qualsiasi aspetto della tua esistenza, e che spesso non ha motivi di esistere. Sono diversi i sintomi tipici del DAG:

  • Inquietudine
  • Irascibilità
  • Nervosismo
  • Rapido affaticamento
  • Problemi di concentrazione
  • Tensione muscolare: oltre ad essere un indicatore di eccitazione nervosa, è anche uno dei sintomi più comuni tra coloro che soffrono di ansia cronica. Questi individui, infatti, non mostrano significative oscillazioni dei livelli di tensione muscolare, ma, al contrario, presentano valori costantemente superiori alla media.
  • Disturbi del sonno (problemi ad addormentarsi, sonno disturbato, sonnolenza durante il giorno,…)
  • Cefalea
  • Perdita di appetito

E’ stimato che circa il 5% della popolazione soffra del DAG. La sua intensità può variare moltissimo e tende ad aumentare nei periodi di forte stress e di fronte a problemi concreti.

“Quali sono le caratteristiche della preoccupazione?”

Le ricerche condotte in questo ambito hanno dimostrato chiaramente che le persone che si preoccupano eccessivamente hanno la tendenza a prestare maggiore attenzione a tutto ciò che sembra confermare i loro timori. Inoltre, chi soffre di perfezionismo sente, spesso, la necessità di esplorare minuziosamente l’ambiente in cui si trova alla ricerca del minimo segnale di pericolo.

“Quali sono i più comuni motivi di preoccupazione?”

Vi sono alcuni ambiti del vivere quotidiano che solitamente provocano molta ansia nelle persone che tendono a preoccuparsi troppo:

  1. Rendimento lavorativo o scolastico (come il timore di essere licenziati o di venire respinti ad un esame,…)
  2. Lavori domestici (come il timore di non riuscire a fare tutto ciò che si vorrebbe)
  3. Situazione finanziaria (come il timore di perdere tutto o di non essere capaci di far fronte alle spese)
  4. Salute personale (come la paura di contrarre una malattia)
  5. Salute familiare (come l’ansia per le condizioni di salute dei propri cari)
  6. Relazioni affettive (come le preoccupazioni ingiustificate sulla fedeltà del partner)
  7. Questioni di minore importanza(come il timore di non trovare parcheggio vicino al posto di lavoro)

In riferimento a esperienze del passato, quando hai subìto un evento traumatico, specie se in modo del tutto imprevisto, rischi più facilmente di andare incontro a problemi di ansia e preoccupazione cronici rispetto a chi può prevedere il verificarsi dello stesso evento stressante.

In generale, poi, le preoccupazioni sono espressione di due diversi modi di pensare:

  1. Sopravvalutare la possibilità che possa accadere qualcosa di spiacevole: “E se mi ammalassi gravemente?”, “E se accadesse qualcosa di male ai miei familiari?”
  2. Sopravvalutare le conseguenze negative di un determinato avvenimento: “E’ un dramma se non riesco a trovare un parcheggio!”

“Mi può fare un esempio pratico di come posso mettere in discussione, attraverso una valutazione realistica dei fatti da come ho capito, quei pensieri disfunzionali che generano in me un eccessivo stato di preoccupazione?”

Certamente. Ti propongo una tabella di pensieri disfunzionali e di domande da porre a te stesso per poterli mettere in discussione

Pensiero disfunzionale1– Non riuscirò mai a superare l’esame2- Non ho studiato abbastanza questa volta3- Non mi sento preparato per il test di domani4- Se fallirò il compito di domani, non potrò andare all’università e non arriverò mai da nessuna parte nella vita Valutazione obiettiva della situazione1– Chi mi dice che non riuscirò a superare l’esame? Mi è già successo di superare un esame quando pensavo di non farcela?2- E’ proprio vero che questa volta ho studiato meno del solito?3- Cosa potrebbe capitarmi se venissi respinto? E’ ragionevole pensare che l’esito di un esame possa compromettere la mia media complessiva?4- Cosa mi fa pensare che, se anche venissi respinto, non riuscirei a realizzarmi nella vita?

Nel seguente dialogo tra terapeuta e paziente puoi individuare l’applicazione dello stesso metodo a convinzioni riguardanti il denaro

Paziente Sono preoccupato continuamente di perdere tutto il mio denaro. Faccio impazzire mia moglie, perché cerco costantemente di controllare come spende i soldi.
Terapeuta Più precisamente, cosa pensa potrebbe accaderle?
Paziente Ho paura di ritrovarmi a non avere abbastanza denaro per pagare l’affitto e le rate della mia automobile. Mi preoccupo, anche, di non riuscire a controllare le spese con la carta di credito. A volte, penso che perderò tutto. E, allora, penso che la mia famiglia si troverà in mezzo a una strada.
Terapeuta Queste previsioni si basano su qualcosa di concreto?
Paziente In realtà, no. Sono sempre riuscito a rispettare le scadenze. Sono addirittura in anticipo sulle rate della macchina.
Terapeuta C’è qualcosa che sembra contraddire le sue previsioni?
Paziente Tanto per incominciare, non ho mai avuto debiti in vita mia. Inoltre, anche se mi preoccupo in continuazione, non ho mai dimenticato di pagare neppure una bolletta.
Terapeuta Cosa succederebbe se un mese si trovasse a corto di denaro?
Paziente Sarebbe un disastro.
Terapeuta Capisco, ma cosa potrebbe accaderle?
Paziente Immagino che, rapidamente, i miei debiti aumenterebbero in modo esponenziale e finirei per non uscirne più.
Terapeuta Conosce qualcuno a cui è capitato di non pagare qualcosa nei tempi previsti?
Paziente Mio fratello non rispetta mai le scadenze.
Terapeuta E cosa succede in questi casi?
Paziente Niente di particolare. Sembra che riesca sempre a riparare il mese successivo.
Terapeuta Conosce qualcuno che ha perso veramente tutto?
Paziente Un mio collega ha dichiarato fallimento circa un anno fa.
Terapeuta E’ finito a vivere in mezzo a una strada?
Paziente No. In realtà, dopo aver dichiarato fallimento, si è sentito molto meno stressato di prima (pausa). Beh, tutto sommato penso che, anche se dovessi avere dei problemi finanziari, riuscirei a cavarmela in un modo o nell’altro.

A volte , per affrontare meglio le tue preoccupazioni, è utile che immagini di dare consigli a un amico o a un parente che ha lo stesso tipo di problema

Paziente La sera sono terrorizzata all’idea di dover andare a letto. Ho paura che un estraneo possa introdursi in casa nel bel mezzo della notte. E, quando mio marito e i miei figli non ci sono, è ancora peggio.
Terapeuta Quante probabilità pensa che ci siano che un estraneo si introduca furtivamente in casa sua mentre lei sta dormendo?
Paziente Beh, realisticamente parlando, so che non sono molte. Ma prima di addormentarmi, quando me ne sto lì sdraiata, non mi sembra affatto inverosimile che una cosa del genere possa accadere. Diciamo un 50% più probabile.
Terapeuta Ha paura che la stessa cosa possa accadere ai suoi vicini o a qualche suo conoscente?
Paziente Veramente no. Mi sembra molto più verosimile che possa accadere a me, anche se mi rendo conto che ciò non ha molto senso.
Terapeuta Cosa direbbe a una persona che ha i suoi stessi timori?
Paziente Forse gli direi che è molto improbabile che possa accadere una cosa del genere. Gli ricorderei, inoltre, che ormai vive nella stessa casa da diversi anni, e non si è mai verificato un caso di violazione di domicilio.
Terapeuta Perché non prova ad applicare lo stesso modo di pensare alla sua situazione?

“A volte mi accorgo che sono propenso a fare più del necessario affinché una data situazione di cui sono preoccupato non si verifichi. A cosa mi può portare questo comportamento?”

Con il termine ipercompensazione si intende la tendenza a fare più del necessario per prevenire il verificarsi di un evento che desta preoccupazione. Ti chiarirò il concetto con alcuni esempi:

  1. Ci sono dei genitori che si preoccupano in modo talmente esagerato della salute dei propri figli, che non li mandano addirittura a scuola ogni volta che si ammala un loro compagno. Capirai che si tratta di una prevenzione eccessiva.
  2. Giovanna ha una gran paura di ammalarsi di cancro per via del fatto che una sua amica è stata male di tumore (malattia superata con successo). A lungo andare i familiari si sono stancati di tranquillizzarla sul fatto che godesse di ottima salute. A questo punto, però, Giovanna ha iniziato a credere che nessuno volesse farla più visitare per non dover ammettere che è gravemente ammalata. Il suo atteggiamento ha compromesso così parte dei rapporti che aveva con i suoi familiari.
  3. Giorgio, una volta che le proprie figlie si sono inscritte all’università, non ha smesso un attimo di temere che possa accadere loro qualcosa di male non avendole vicine a sé. Ha così iniziato ad avere problemi di concentrazione sul posto di lavoro. Ha cercato, vanamente di ridurre la propria ansia chiamandole più volte al giorno. Ha finito così per farle arrabbiare e, oltre a spendere una fortuna in bollette telefoniche, non è riuscito minimamente ad allontanare le proprie preoccupazioni.

“Quali sono i trattamenti indicati per il DAG?”

Sono 3 i metodi terapeutici maggiormente indicati nel trattamento del DAG:

  • Trattamento farmacologico. Le prime medicine a essere usate con successo nel trattamento del DAG sono state le benzodiazepine (o tranquillanti, o ansiolitici), che sono utilizzate anche contro la tensione muscolare e i problemi di insonnia, che hanno principi attivi come ildiazepam, il lorazepam, l’alprazolam, il clonazepam,… Il problema sta nel fatto che la loro efficacia diminuisce nel tempo, a meno che non ne venga aumentato il dosaggio: in questo caso, però, aumentano gli effetti collaterali, tra cui la sonnolenza. Un altro ansiolitico, che appartiene ad una famiglia diversa da quella delle benzodiazepine, è il buspirone, che non causa né sonnolenza né dipendenza. Di recente sono stati utilizzati con successo anche alcuni antidepressivi, come la fluoxetina e la sestralina, nel trattamento dei disturbi d’ansia.
  • Tecniche di rilassamento. Rilassandosi in modo adeguato è possibile alleviare qualsiasi forma di preoccupazione. Esistono moltissime tecniche di rilassamento: il rilassamento muscolare progressivo le tecniche immaginative (che si basano sulla capacità di visualizzare situazioni particolarmente rilassanti)- la meditazionelo yogala mindfulnessIn ogni caso per rilassarsi è necessario imparare a respirare più lentamente e più profondamente. Il problema principale delle tecniche di rilassamento è che molte persone non si esercitano con regolarità: per ottenere risultati duraturi basta esercitarsi un paio di volte al giorno respirando profondamente (respirazione addominale), solo in questo modo si riuscirà a scaricare gran parte della tensione precedentemente accumulata.
  • Terapia cognitivo-comportamentale. La terapia cognitivo-comportamentale insegna a riconoscere i pensieri che provocano ansia e a sostituirli con aspettative e convinzioni più ragionevoli. Essa si basa in particolare sulla valutazione dei dati di fatto e sulla verifica delle ipotesi attraverso piccoli esperimenti: ad esempio, uno dei modi migliori per non preoccuparsi troppo di arrivare in ritardo a un appuntamento è quello di arrivare volontariamente con 5 minuti di ritardo e di valutare poi le conseguenze. Un altro metodo è quello di stabilire in anticipo i momenti della giornata in cui è consentito preoccuparsi. In questo modo sarà possibile a chi soffre di DAG di imparare a gestire meglio le proprie preoccupazioni.

“Come imparo a sopportare l’incertezza e l’ambiguità nella mia vita quotidiana?”

Se impari a sopportare le incertezze che si presentano nella tua vita quotidiana, divieni, ovviamente, meno timoroso nei confronti degli imprevisti. Esistono molte situazioni che non puoi prevedere, né tantomeno controllare. Il metodo che ti consiglio di applicare per affrontare gli imprevisti è di farne preventivamente un elenco e di pensare al modo migliore per risolverli. Ad esempio, se ti trovi bloccato nel traffico (cosa che ti può accadere nella vita di tutti i giorni) e rischi di arrivare in ritardo ad un appuntamento, anziché drammatizzare l’evento, facendo così in modo che la preoccupazione e di conseguenza l’ansia crescano, puoi provare a dire a te stesso “E’ possibile che la persona che mi aspetta si domostri comprensiva nei miei confronti anche se, arrivando in ritardo, la faccio aspettare”.

“Io sono per natura pessimista, quale strategia posso…”

…Prova a sottoporre le tue previsioni a dei piccoli test!

  1. Cerca di prevedere l’esito di una particolare situazione
  2. Verifica la validità delle tue supposizioni in base all’esito di quanto accaduto. Avevi ragione?
  3. In caso negativo, era giustificato il tuo pessimismo?
  4. In caso affermativo, è andata così male come temevi?

Se ad esempio durante uno scalo aereo hai paura di perdere il tuo bagaglio, controllalo un’unica volta prima di imbarcarlo e poi aspetta di vedere cosa succede. Se il tuo bagaglio arriva a destinazione, hai imparato qualcosa di più sulla possibilità che cose del genere possano relamente accadere. Se, invece, il bagaglio dovesse andare smarrito, scoprirai che questa eventualità non è poi così terribile come pensavi (di solito, infatti, i bagagli smarriti vengono ritrovati nel giro di poche ore).

Pubblicato on 11 agosto 2010 at 17:55  Commenti disabilitati su L’ansia generalizzata