I suicidi aumentano con l’esposizione ai media?


Edouard Manet, Suicidio (1877)

Il suicidio è l’undicesima causa di morte nel mondo e i tentativi di suicidio sono in aumento. Le ragioni sono complesse e non del tutto conosciute. Più di 50 studi epidemiologici dimostrano, però, che i media hanno un ruolo significativo: usando toni “sbagliati” nella pubblicazione di storie di suicidio, si possono indurre comportamenti di imitazione (questo fenomeno è denominato “effetto Werther”, dal nome del protagonista del romanzo di Goethe). Gli atti autolesivi, ad esempio, aumentano nei periodi successivi alla messa in onda di serie tv che parlano di un suicidio, e alla pubblicazione di articoli che danno notizia di un suicidio con grande evidenza e molti dettagli. Il Centro di ricerca sulla salute mentale Oms di Verona ha pubblicato due rapporti nei quali dà indicazioni precise ai media.

Nel dare notizia di un suicidio occorre:

  • spiegare che l’atto è determinato da fattori complessi e non da un   singolo evento
  • spiegare che le malattie mentali e l’impulsività giocano un ruolo importante
  • spiegare che il suicidio non è mai un modo efficace di risolvere i problemi personali
  • non riportare i dettagli
  • non usare il termine suicidio nel titolo
  • non riportare la notizia in grande evidenza
  • non usare foto
  • riportare sempre informazioni sulle organizzazioni di aiuto e sui servizi di salute mentale ai quali rivolgersi

E il metodo funziona: un lavoro condotto analizzando per 6 mesi gli articoli apparsi sugli 11 principali giornali austriaci, ha dimostrato che quando i media seguono le linee guida si verifica una diminuizione degli eventi.

di Michele Tansella, professore di Psichiatria, direttore del Centro Oms

Pubblicato on 1 agosto 2011 at 12:33  Commenti disabilitati su I suicidi aumentano con l’esposizione ai media?