Cos’è


Cos’è il disturbo ossessivo-compulsivo?

E’ un disturbo ansioso caratterizzato dalla presenza di pensieri ossessivi e, generalmente, di comportamenti ripetitivi (compulsioni) che hanno lo scopo di contenere l’ansia provocata dai primi.

(Pensiero ossessivo > Ansia > Comportamento ripetitivo)

Cos’è una ossessione?

Con il termine ossessione facciamo riferimento ad un pensiero, che può anche essere undesiderio o un pensiero impulsivo, o ad un’immagine talmente ricorrenti e persisenti da condizionare la vita di una persona.

Quali sono le ossessioni più comuni?

Le ossessioni più comuni sono:

  • il timore di essere contaminati dai batteri, dai prodotti per le pulizie domestiche o dai fluidi organici, generato da un pensiero ossessivo del tipo “Se entro in contatto con quel qualcosa vengo contaminato!”

  • l’agire più o meno consapevolmente in modo violento, come ad esempio aggredire un familiare o uno sconosciuto, generato da un pensiero impulsivo del tipo “E se io ti ferissi con quel coltello!?”

  • pensieri disturbanti a sfondo religioso (come ad esempio la blasfemia) o sessuale

  • dubbi ricorrenti sull’affidabilità del proprio comportamento, generati da pensieri dubbiosi del tipo “Dove ho messo le chiavi?”, “Ho spento il gas prima di uscire?”, “E se ho commesso un errore in quella relazione scritta?”

Cos’è una compulsione?

E’ un comportamento ripetitivo attivato in risposta ad un pensiero ossessivo. In questo modo spesso ci illudiamo di evitare che accada qualcosa di spiacevole, o semplicemente, di alleviare l’ansia e il senso di disagio.

I comportamenti compulsivi possono essere sia fisici, tra cui vi sono anche quelliverbali, che mentali.

Quali sono le compulsioni più comuni?

Le compulsioni più comuni sono:

  • l’azionecompulsiva atta ad evitare di sporcarsi le mani oppure di contrarre un’infezione (compulsione fisica), conseguenza del timore di contaminarsi: il soggetto si laverà così, ad esempio, spesso le mani ed eviterà gli ambienti poco igienici come le toilette pubbliche

  • l’azionecompulsiva del verificare ripetutamente l’affidabilità del proprio comportamento (compulsione fisica): il soggetto verificherà così, ad esempio, spesso di aver spento gli elettrodomestici o di aver chiuso a chiave tutte le serrature

  • l’azione compulsiva del ripetere certe azioni (compulsione fisica)

  • l’azione compulsiva del riordinare (compulsione fisica)

  • l’azionecompulsiva dell’accumulare grandi quantità di tutto ciò che si ritiene potrebbe servire in futuro (compulsione fisica)

  • l’azione verbale dell’esigenza di venire rassicurati (compulsione verbale), conseguenza ad esempio della preoccupazione “Cos’è questa macchia che mi è venuta sulla pelle?”

  • l’azione verbale del ripetere determinate parole (compulsione verbale)

  • l’azione verbale dello spiegare minuziosamente certi fatti (compulsione verbale)

  • l’azione mentale del contare (compulsione mentale)

  • l’azione mentale del ripetere determinati pensieri (compulsione mentale)

  • l’azione mentale del ripetere le preghiere (compulsione mentale)


Perché ha inizio l’attività ossessivo-compulsiva?

L’attività ossessivo-compulsiva ha inizio a scopo “protettivo” da pericoli ed errori, i cosiddetti timori ossessivi. Da tenere presente è che il paziente non sempre identifica con chiarezza i danni e i pericoli temuti.

I principali timori ossessivi sono:

  • il timore delle accuse, che genera pensieri come“Ho paura di essere accusato se non ho ben chiuso le manopole del gas in cucina…” “Sento il dovere di accusarmi se ho desideri sessuali contro natura o istinti aggressivi…”che generano emozioni negative come i sensi di colpa e di irresponsabilitàUn esempio di possibile soluzione all’ossessione relativa alle fughe di gas può essere dato dal pensiero“Non sono io il responsabile delle fughe di gas ma qualche altro componente della mia famiglia”

  • il timore delle contaminazioni, che genera pensieri come “Se non avessi toccato quell’oggetto non mi sarei ammalato…” che genera emozioni negative come i sensi di colpa e di irresponsabilità, e come “Mi devo lavare per purificarmi dallo sporco!” che genera prevalentemente l’emozione negativa del disgusto

  • il timore della perdita, che genera pensieri come “Ho controllato che sia tutto in ordine (o simmetrico)?”, “Ho controllato che ciò che ho scritto sia corretto?”

L’attività ossessivo-compulsiva può avere inizio anche a scopo “protettivo” dalla possibilità che il disturbo dilaghiNon voglio toccare quell’oggetto perché voglio lavarmi meno”

Perché il paziente non riesce a liberarsi dal DOC?

Il modo di pensare ossessivo consta di un dialogo interiore conflittuale:

Avrò chiuso la porta di casa?”, è la tesi del pericolo o dell’ospite indesiderato

Ma sì…!”, è la tesi della rassicurazione o dell’Ego, è volta alla ricerca di una certezza assoluta per rigettare o trascurare la tesi del pericolo. Il problema, però, è che il paziente non otterrà quasi mai questa certezza assoluta neanche rispetto a possibilità remote e inverosimili, motivo per cui questa tesi gli procurerà solo sollievo immediato (che comunque va preso in considerazione come punto di partenza): dunque ipotesi minacciose non potranno essere rigettate neanche quando egli stesso ammette che appaiono strane ed esagerate.

Il dialogo avrà così di nuovo inizio. L’ospite perfezionerà la sua opera suggerendo al paziente che in fondo prendere un provvedimento in più è una cosa di poco conto, e che così facendo la tranquillità cercata sia a portata di mano.

Un provvedimento “sano” volto alla risoluzione di questo conflitto può essere dato, attribuendo ad n il numero dei lavaggi necessari per una corretta pulizia delle mani, dalla locuzione:

Mi lavo le mani una volta in più non considerando però il lavaggio n+1 come parte integrante della sequenza dei lavaggi”, è questa una operazione cognitiva non facile per nessuno

Quali sono le attuali strategie per la cura del DOC?

Se è vero che questo disturbo consiste nello spasmodico tentativo da parte del paziente di prevenire eventi negativi, allora occorrerà condurlo gradualmente ai rischi temuti insistendo sul fatto che la prevenzione/protezione non è altro che un comportamento controproducente e costoso, cosa di cui egli stesso a volte si accorge ma di cui non tiene sempre conto. Inoltre è invitato a chiedersi quali siano i costi ed i benefici della sua attività ossessiva e quanto gli costi rinunciare a perseguire il fine di questa attività.


Annunci
Pubblicato on 19 gennaio 2011 at 10:49  Commenti disabilitati su Cos’è