Ti amo, non ti amo. Avere un partner con una personalità borderline


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Il disturbo borderline di personalità ha come caratteristiche essenziali la paura del rifiuto, l’instabilità nelle relazioni interpresonali, nell’immagine di sé, nell’identità e nel comportamento. Possono essere presenti ira incontrollabile e depressione. Tali comportamenti sono presenti fin dall’adolescenza e si manifestano attraverso una varietà di situazioni e contesti. I sintomi solitamente includono, oltre alla paura del rifiuto, intensi timori di abbandono, rabbia estrema e irritabilità, spesso per ragioni che gli altri hanno difficoltà a comprendere o considerano futili. Le persone con tale disturbo sono spesso “impegnate” nell’idealizzazione e/o svalutazione degli altri, che consiste nell’alternanza tra un’alta considerazione positiva (per esempio del partner o di se stessi) e una netta svalutazione. Pratiche di autolesionismo, ideazioni suicide e abuso di sostanze sono frequenti. 

fonte wikipedia.it

 

Ti amo, non ti amo. Averla con sé.

Lei vive relazioni instabili e intense a causa dell’eterno conflitto tra il bisogno di dipendenza e il tentativo di autoaffermarsi. Ha bisogno di rassicurazione e protezione, non tollera l’isolamento e la solitudine, pertanto il timore dell’abbandono la porta a scoppi di rabbia inappropriata. Tende anche a idealizzare il partner a volte già al primo incontro per poi farlo cadere dal piedistallo entro pochissimo tempo. Una volta però instaurato un rapporto ha la sensazione di essere fagocitata, non più libera. Ma, al solo accenno della possibilità di essere lasciata, o meglio, abbandonata, mette in atto condotte esasperate nel tentativo di evitarlo. Ha necessità di “manipolare” l’ambiente, gli altri, proiettando nell’altro aspetti di sé, mettendoli alla prova costantemente ed esaurendo le energie di chi la circonda. Ha l’abilità di far sentire chi è vicino a lei sempre in colpa, responsabile di ciò che accade o potrebbe accadere, mettendo in atto un processo difensivo, noto come “identificazione proiettiva”.

Perché lei attrae

La relazione con lei inizia in un modo molto passionale e con un intensità emotiva a stento immaginabile in relazioni più normali. E’ in grado di suscitare dei sentimenti intensissimi. In genere si prova il desiderio di aiutarla, di proteggerla, di salvarla, di darle tutto l’amore che le è mancato. Possiede delle qualità che la rendono molto attrattiva: è una persona notevolmente brillante ed intelligente, vitale, energica, sensibilissima e molto intuitiva. Nei primissimi tempi della relazione si vive una sorta di luna di miele: tra i due partner si instaura una simbiosi perfetta, lei dimostra infatti una straordinaria intuizione e sembra quasi essere in grado di leggere nella mente dell’altro. Un’altra caratteristica delle sue relazioni è che il rapporto inizia ad un ritmo molto veloce, diventando subito intimo. Lei confida subito cose molto personali, dichiara il suo amore dopo una settimana, fa progetti di matrimonio o convivenza dopo un paio di mesi ma a breve quella che sembrava un’intesa perfetta comincia a mostrare le prime crepe.

La fine della luna di miele

In genere la fase della luna di miele dura pochissimo, quando la relazione comincia a concretizzarsi lei compie un ”attacco al legame”, cioè fa qualcosa per rompere la relazione. In genere si tratta della messa in atto di un comportamento che ferisce molto profondamente l’altro. Potrebbe essere un tradimento ostentato, un abbandono improvviso (lei che si dichiarava innamoratissima fino a un momento prima, dice di non amare più e si dilegua!), un litigio in cui umilia il partner e lo accusa di colpe inesistenti o di una scenata in pubblico con lo scopo inconsapevole di metterlo in imbarazzo e di fargli perdere credibilità agli occhi degli altri. Questi comportamenti rappresentano per lui un fulmine a ciel sereno, un attacco immotivato in una relazione in cui tutto fino a quel momento sembrava andare a gonfie vele. La ferocia e la crudeltà dell’attacco sono inversamente proporzionali all’importanza che il legame riveste per lei: più si sente innamorata e sente di dipendere dalla relazione, maggiori saranno i suoi sforzi per distruggere il rapporto e così anche.. lui, che così si trova di fronte improvvisamente a una persona completamente diversa da quella conosciuta fino a quel momento, capace di una crudeltà e di una cattiveria impensabili, aggressiva, volgare, vendicativa e con reazioni eccessive che spaventano, e non poco. In genere lui ha spesso l’impressione di stare con qualcuno che ha una doppia personalità: dentro di lei ci sono insieme un angelo e un diavolo, e non si sa mai chi prevarrà. Lui ha la sensazione di camminare sulle uova: non sa mai quando e che cosa potrà scatenare la furia e l’autodistruttività di questo comportamento imprevedibile.

Ti amo e ti odio: l’amore visto da lei

Una volta passata la tempesta, lei ridiventa tenera e premurosa come prima. Non di rado si scusa, promette di non farlo più ed è veramente sincera e pentita, e mantiene la promessa fino alla prossima esplosione di rabbia. Quello che lei vive dentro è il bisogno di entrare e di uscire in continuazione dai rapporti. Più il rapporto diventa importante, più si attivano le ansie nei confronti dell’intimità con conseguente aumento degli attacchi verso il partner e verso il legame.

Il paradosso di lei: ti odio perché tu mi ami

Uno dei vissuti più frustranti che si provano nella relazione è che lei sembra ricambiare l’amore e l’attenzione che riceve con odio e disprezzo. Lui ha l’impressione che più affetto e considerazione le dia più lei diventi crudele e sprezzante. Lei, infatti, sembra ”odiare” chi lo ama e ”disprezzare” chi lo copre di attenzioni mentre può innamorarsi di persone maltrattanti e anaffettive. Un esempio di questa dinamica portata agli estremi si vede nel film “La mia droga si chiama Julie”. La bellissima protagonista femminile è sposata ad un uomo che l’adora. Lei gliene combina di ogni, compreso rovinarlo economicamente e fuggire con l’amante che invece la sfrutta. Il marito la perdona sempre, ma più lui la perdona, più lei diventa ”cattiva” fino ad arrivare al punto di tentare di ucciderlo. Chiaramente si tratta di una finzione cinematografica ma illustra molto bene le dinamiche psicologiche che scattano nella relazione soprattutto se non si è capaci di mettere dei limiti chiari e precisi e non si accettano comportamenti disfunzionali e evidenti mancanze di rispetto.

Il suo mondo interiore

E’ difficile comprendere l’apparente “cattiveria” che lei riserva alle persone che gli vogliono bene, se non si conosce il suo mondo interiore. La sua infanzia è stata un infanzia traumatica. Di conseguenza lei ha sviluppato una sorta di ”attaccamento disorganizzato”, ha cioè interiorizzato dei modelli relazionali disfunzionali. I suoi genitori si comportavano con lei in un modo imprevedibile alternando momenti d’amore con momenti di rabbia e grave freddezza, cosicché da adulta lei tenderà a mettere in atto con le persone care gli schemi comportamentali appresi in famiglia. Inoltre, maturerà un’immagine negativa di se stessa e degli altri che gli rende difficile potersi fidare veramente di qualcuno. La tendenza a rompere la relazione e a provocare il suo lui deriva dal bisogno di mettere alla prova la relazione e di testare in continuazione se l’altro ci tiene veramente, e se la accetta anche nei suoi lati peggiori. Per banalizzare, l’amore la rende sospettosa, che si ritiene inconsciamente indegna di essere amata: non riesce a convincersi che lui la ami e cerca di distruggere la relazione prima di attaccarsi troppo e di venire nuovamente “tradita e abbandonata”. La mancanza di fiducia nell’altro la porta a leggere nel modo più negativo possibile i comportamenti di lui e a reagire di conseguenza (ferisce l’altro per fargli sentire quanto lei stessa è stata ferita). E’ dotata di un’estrema sensibilità, cerca con il partner una simbiosi assoluta, salvo poi sentirsi soffocata nella relazione, di conseguenza vive ogni minimo cenno di chiusura o allontanamento dell’altro come un tradimento o un abbandono. Esiste poi un altro aspetto che spiega la sua ”crudeltà” verso le persone che la amano. Lei ha una grande voracità affettiva che non la rende mai soddisfatta di quello che riceve. Il suo lui o gli amici danno sempre troppo poco rispetto ai suoi bisogni e alle sue esigenze. Paradossalmente l’ affetto che riceve risveglia in lei il ricordo delle carenze affettive passate e la rende ancora più frustrata, arrabbiata e affamata d’amore.

fonte psicoadvisor.com

 

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Pubblicato on 25 giugno 2018 at 15:12  Commenti disabilitati su Ti amo, non ti amo. Avere un partner con una personalità borderline