Le cocorite


Caratteristiche generali

Il parrocchetto ondulato (Melopsittacus undulatus) è un piccolo pappagallo conosciuto anche con il nome di parrocchetto australiano, in Italia volgarmente definito cocorita, cocorito o semplicemente pappagallino. Il nome Melopsittacus deriva dal greco, e significa pappagallo melodioso.

Originario dell’Australia con preferenza per le zone semidesertiche, può adattarsi a diversi ambienti e climi resistendo a temperature che oscillano tra i 4°C e i 35°C (anche se preferisce temperature intorno ai 20-25°C). Quando la temperatura scende sotto ai -4°C, o quando oltrepassa i 40°C, la cocorita viene a trovarsi in una condizione di vita estrema, definita condizione critica, che aumenta esponenzialmente i rischi di malattie molto pericolose e anche mortali.

La durata media della sua vita è di 10 anni (alcuni soggetti sono vissuti anche oltre i 17!).

La cocorita è il pappagallino più allevato al mondo. Scoperto nel 1789, è oggi il più apprezzato tra gli uccelli da gabbia insieme al canarino. E’ un uccellino coloniale che vive e nidifica in gruppo. In cattività si riproduce senza problemi in nidi a cassetta di legno con foro di entrata. Una settimana dopo l’accoppiamento depone in media dalle 4 alle 6 uova candide (spesso nel pomeriggio a giorni alterni) che cova per una ventina di giorni. Alla schiusa i pulli sono completamente implumi e con gli occhi chiusi, mettono le prime piume dopo 3 o 4 giorni e aprono gli occhi solo intorno all’8° giorno di vita. Dopo 3 settimane il mantello è quasi completo. I novelli sono alimentati da entrambi i genitori con il cosiddetto latte di pappagallo, una secrezione oleosa prodotta da ghiandole poste all’altezza della gola che si attivano nel periodo riproduttivo. A 4-6 settimane i piccoli sono completamente indipendenti e si possono svezzare. Le cocorite raggiungono la maturità sessuale intorno ai 10-12 mesi, si riproducono in qualsiasi periodo dell’anno (soprattutto in primavera) e hanno una vita riproduttiva di circa 6-7 anni.

Le cocorite hanno coda lunga e corpo slanciato. Il colore originario è il verde, anche se in cattività nascono in tutte le tinte possibili, fatta eccezione per il rosso e il nero. Il becco è adunco, l’occhio nero e cerchiato di giallo. Sopra al becco in corrispondenza delle narici c’è la cera, che generalmente è blu o azzurra nei maschi e marrone, rosa o bianca nelle femmine.

L’ancestrale si presenta con fronte e testa gialle, ali e nuca di colore verde più o meno scuro con ondulazioni nere ben segnate (da qui il nome comune di ondulato). La prima mutazione apparsa nel 1915 è il Lutìno (giallo ranuncolo con occhi rossi), seguita una decina di anni dopo dal classico e diffusissimo Blufacciabianca. Le altre colorazioni sono tutte molto più recenti. Come per tutti gli animali e anche per l’uomo il soggetto albino non è una mutazione, ma un difetto genetico che compare sporadicamente in natura. Il fatto che le cocorite albine siano più frequenti in gabbia che in natura è una chiara conseguenza dell’azione dell’uomo.

La cocorita ha una taglia media di 15-20cm, anche se in taluni casi, specie nei Cobalto, non raggiunge neppure i 12,5cm, mentre nella razza inglese Wilson arriva perfino a 22-24cm. Le cocorite inglesi, oltre che per le maggiori dimensioni,differiscono da quelle comuni per piccoli dettagli: la forma del corpo più arrotondata, il petto prominente, la fronte molto pronunciata, il temperamento “silenzioso e tranquillo” (sono piuttosto statiche). Tali soggetti possono essere alloggiati con le cocorite comuni, ma vanno controllati poiché da queste ultime subiscono spesso maltrattamenti.

Le mutazioni più frequenti delle cocorite sono:

• il Cobalto (corpo blu mare, testa bianca e ali maculate nerastre)

• il Tormalina (corpo azzurrino, faccia bianca, dorso con righe scure poco definite)

• il Wilson (completamente giallo, con alcune macchie bianche sul collo)

• il Malva (come la specie primitiva, ma dal verde molto più carico)

• il GrayFennycard (azzurro-grigiastro sul petto, coda bianca e corta, faccia bianco sporco)

• il Jameson-Defoe (ali bianche o azzurrognole, petto viola chiaro o lilla, tutto il resto bianco)

Una menzione a parte meritano i Lamoirée, una varietà comparsa nei primi decenni del 1900 che presenta dimensioni ridotte (non superano i 15cm in lunghezza), corpo tozzo e occhi rosacei o brunastri. Oggi questi pappagallini sono rarissimi.

La cocorita è molto facile da nutrire. La sua dieta si compone di:

• misto di semi per cocorite (un buon misto deve contenere miglio, panico, scagliola e avena decorticata)

• frutta e verdura fresche (adorano molto l’insalata)

• legumi

• pastoncino all’uovo

• spighe di panico

• pane secco

Non bisogna fargli mancare:

• un osso di seppia per l’affilamento del becco

• un grit (una miscela) di sali minerali

Da evitare, invece, la somministrazione del prezzemolo e dell’avocado poiché sono velenosi e il fico in quanto è fortemente lassativo.

I 5 sensi e curiosità 

1. La vista

Gli occhi di una cocorita elaborano circa 150 immagini al secondo, mentre l’uomo arriva al modesto numero di 15-20. La cocorita ha, per così dire, un occhio estremamente al rallentatore e può in tal modo localizzare ogni movimento nemico. Un film sarebbe per lui come una rappresentazione di singole diapositive! Questo senso così sviluppato gli crea problemi con il neon, la cui luce genera un effetto di tremolio prodotto dall’accendersi e dallo spegnersi ritmati. Mentre l’occhio umano non registra questo velocissimo movimento, la cocorita sotto al neon dovrebbe sentirsi grosso modo come noi ci sentiamo sotto l’effetto di una discoteca. La posizione laterale degli occhi sulla testa consente al pappagallino una visione quasi a 360°, quindi neanche gli aggressori che arrivano da dietro hanno praticamente possibilità di avvicinarsi senza essere visti. Le cocorite, inoltre, distinguono molto bene i colori. Riescono ad apprezzare la bellezza di una varietà di colori superiore a quella che riusciamo a vedere noi: nell’occhio umano infatti ci sono 3 tipi di cellule sensoriali sensibili alla luce, mentre le cocorite ne hanno una in più che assorbe i raggi ultravioletti della luce solare.

 2. L’udito

Le orecchie sono nascoste sotto il piumaggio dietro agli occhi. Si presentano come cavità e sono ben visibili quando il piumaggio della testa è bagnato. Le capacità uditive delle cocorite sono quasi al pari delle nostre:percepiscono i suoni compresi tra i 400Hz e i 20’000Hz, mentre l’uomo quelli compresi tra i 16Hz e i 20’000Hz. Possiedono, inoltre, una straordinaria capacità di memoria acustica: sono in grado di ricordare, infatti, per tutta la vita l’esatta successione di diversi toni e voci!

3. Il gusto

Le cocorite distinguono molto bene i sapori disponendo di una lingua dotata di papille gustative molto sviluppate e addirittura 10 volte più numerose rispetto a quelle degli altri uccelli! Sanno distinguere molto bene tra dolce, salato, aspro e amaro e sono dei veri buongustai: se provi a offrire loro una mela acerba o comunque poco saporita la snobberanno, mentre ne apprezzeranno una croccante, friabile, dal sapore dolce e gustoso.

4. L’olfatto

Dell’olfatto, purtroppo, non si può dire molto perché poco si conosce sulle capacità olfattive delle cocorite, che sembra siano tuttavia molto limitate per lo scarso sviluppo dei lobi olfattivi.

5. Il senso vibratorio (il tatto)

La centralina delle vibrazioni di una cocorita è localizzata nelle zampe: proprio come un sismografo, il senso vibratorio registra ogni movimento del pavimento o del piano su cui il pappagallino poggia. L’ubicazione della gabbia o della voliera deve tener conto di questo senso molto sviluppato, in quanto se essa si trova in un luogo soggetto a vibrazioni, le cocorite possono spaventarsi con facilità.

Il volo

Immaginate di non poter più muovere le gambe: così devono sentirsi gli uccelli se li si rinchiude in gabbia tutta la vita. Le cocorite libere nelle distese australiane sono dei campioni sia in acrobazie, sia in velocità, sfiorando addirittura i 120 km orari! Per tale motivo il volo libero giornaliero all’interno di uno spazio più ampio della gabbia (ad esempio in una stanza) è indispensabile per ogni pappagallino in cattività. Naturalmente, prima di far volare le cocorite fuori dalla gabbia bisogna prendere le dovute precauzioni. Le prime uscite libere in un ambiente sconosciuto potranno creare agitazione nel pappagallino, che ben presto però riuscirà a familiarizzare con l’ambiente.

La parola

Le cocorite sono artiste nel parlare: un loro esemplare raggiunse addirittura il record di 600 parole pronunciate e di 380 frasi espresse! Alcuni esperti sono convinti che questi uccellini capiscano anche quello che cinguettano e se, ad esempio, dicono mela si aspettano di ricevere proprio un pezzo di mela e non di banana o altro. Si tratta di un evento straordinario quando una cocorita inizia a parlare, tuttavia la ragione di ciò è un po’ triste: quando parlano, infatti, sono quasi sempre animali soli che cercano in questo modo di stabilire dei contatti. Coloro che vivono in compagnia dei loro simili ne sono una controprova: in genere non parlano mai o piuttosto raramente.

Il sonno

Le cocorite dormono in genere con la testa piegata verso il basso nascondendo il becco tra le piume del dorso. Tuttavia, molti dormono in posizioni da veri acrobati, reggendosi in equilibrio su una sola zampetta o appesi a testa in giù a qualche rametto. E’ da ricordare, infatti, che sono uccellini cui piace molto arrampicarsi. Alcuni studiosi francesi hanno appurato che anche le cocorite sognano: non svegliateli, quindi, perchè potrebbero avere una reazione di panico.

Bibliografia: Pappagallini ondulati. Sani e felici. (Immanuel Birmelin)

Per approfondimenti consiglio la consultazione del forum http://www.cocoriti.com

Pubblicato on 19 agosto 2012 at 16:43  Commenti disabilitati su Le cocorite